Pietra Barrasso

         
 

MAESTRO PIETRA BARRASSO

  Formazione Artistica

 

1963  Pietra nasce a Venticano, delizioso paese in provincia di Avellino.

Si sente attratta dall’arte sin da giovanissima età e nel 1977 si cimenta nella sua prima grande creazione pittorica. Nel 1980 conclude il triennio sperimentale all’Istituto Statale d’Arte “Paolo Anania De Luca” di Avellino con il diploma di Maestro d’Arte. Prosegue con il biennio di specializzazione in fotografia e grafica pubblicitaria sino alla Maturità d’Arte Applicata, conseguita con il massimo dei voti.

1983 inizia a frequentare l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove sceglie la sezione pittura, magistralmente condotta da Armando De Stefano, a sua volta allievo di Emilio Notte. In tale contesto sviluppa notevoli capacità pittoriche di tipo figurativo che saranno molto apprezzate dai docenti-guida della sua frequenza.

1984 incrementa la sua formazione artistica con il restauro di pittura su tela, corso indetto dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali, Architettonici, Artistici, Storici di Salerno e Avellino e diretto da Giovanni Muollo. È un’esperienza che per la sua rilevanza sarà l’inizio di una serie di importanti committenze pubbliche e private.

1992 entra in cerchie artistiche di fama internazionale: da Pietro Annigoni a Robert Carroll, Pericle Fazzini, José Ortega, Aligi Sassu, Gregorio Sciltian, Orfeo Tamburi, Ernesto Treccani. Sono esperienze preziose che le consentono di migliorare notevolmente la sua crescita artistica. In particolare sarà Aligi Sassu che le farà da tutor grazie all’amicizia cordiale instauratasi nel loro rapporto professionale.

1992 si trasferisce dall’Irpinia a Roma, dove i critici d’arte della capitale le suggeri- scono di cambiare il nome anagrafico di Pierina nel nome d’arte Pietra.

1994 conosce Antonio Corpora del quale diventa allieva per affinare le sue tecniche pittoriche. L’affinamento della tecnica infatti la induce molto presto a produrre opere che per la magia luministica dei colori le valgono il soprannome di “maestro della luce”.

2005 si iscrive all’Albo dei Giornalisti Pubblicisti della Regione Campania, entrato dal 2005 in poi nell’Ordine Regionale del Lazio.

2012 riceve in Campidoglio il primo premio come “Personalità Europea”.

2013 entra nella selezione di qualità del Metaformismo©, nuova visione storico-artistica relativa al non figurativo contemporaneo, ideata e teorizzata dalla Prof. Giulia Sillato, storico dell’arte di scuola longhiana, che da quel momento in poi inviterà Pietra ad essere presente in molte delle sue Rassegne.

Destinato a rivoluzionare gli orizzonti critici dell’arte del futuro, il nuovo indirizzo visivo propone di leggere e interpretare le espressioni non figurative con la chiave di lettura più semplice che esista: la forma. L’autore, infatti, ha concluso - dopo studi durati circa venti anni - che nelle opere cosiddette “astratte” mancano figure leggibili (ed è per questo che sono astratte), ma non mancano forme e queste vanno compiutamente individuate e analizzate.


Commissioni - Giurie - Collaborazioni - Collezioni

1985

Regione Campania esegue 22 dipinti in china e acquerello con i tratti paesaggistici di ciascuna regione d’Italia, i cui Presidenti convenivano a Napoli nel meeting nazionale di Palazzo Reale.

Comuni dellaRegione Campania e della Regione Puglia realizza numerosi pannelli pittorici su commissione degli Enti Comunali di Campania e Puglia.

Leep Record dipinge il bozzetto della copertina del Disco della Pace dal titolo “Pronto Mosca … pronto Washington”.

1986

Giurie Comunali partecipa, nel ruolo di esperta d’arte, a numerose giurie di concorsi artistici della provincia di Napoli e di Avellino.

1992

Idea rivista mensile di cultura e politica assume l’incarico di curare la grafica editoriale della nuova rivista di Giuseppe Selvaggi, giornalista parlamentare, incarico che porterà avanti sino al 2003.

Gangemi Editore collabora con questo editore, progettando copertine di libri, disegnando racconti e ideando la collana “Colore & Pietra”, sino al 2003.

1994

Stabilimenti Tipografici Carlo Colombo meglio nota come Tipografia Colombo della Camera dei Deputati, essa affida alla pittrice il progetto grafico del Codice Braille e del Velario di Montecitorio.

1997

Corriere di Roma, L’Opinione, Irpinia Oggi collabora con queste testate per due anni. Durante il percorso ha modo di conoscere Mario Verdone, critico cinematografico, saggista e cultore dell’arte.

1999

Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea, attuale macro assume l’incarico triennale di occuparsi dell’editoria d’arte.

2002

Museo di Roma in Palazzo Braschi e Museo di Roma in Trastevere assume l’incarico biennale di occuparsi dell’editoria d’arte.

2005

Galleria di Villa Borghese e Polo Museale Romano si occupa dell’editoria d’arte.

2014

Arma dei Carabinieridue sue opere pittoriche “Bicentenario dei Carabinieri (1814 - 2014)”e “130 Anniversario dell’Associazione Nazionale Carabinieri (1886 - 2016)” entrano nel Patrimonio Nazionale dell’Arma.

2015

Camera di Commercio di Avellino esegue le tavole pittoriche della Guida delle città dell’Irpinia in occasione di expo milano 2015.

2016

Musei Capitolini espone, in occasione del Giubileo di Papa Francesco e in via del tutto straordinaria, l’opera pittorica “La Misericordia nell’Arte”.


Premi tra i più prestigiosi

2012

Medaglia di bronzo, Camera dei Deputati, Roma.

Palm Art Award, Lipsia.

2014

Premio Adrenalina, macro, Roma.

2015

Palm Art Award, Lipsia.

Premio di Rappresentanza, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Roma.

2017

Medaglia del Presidente, Senato della Repubblica, Roma.

L’Opera Pittorica nel mondo

Mostre nazionali

Potenza, Roma, Spoleto, Assisi, Perugia, Arezzo, Volterra, Carrara, Forte dei Marmi, Lucca, Firenze, Bologna, Savona, Genova, Torino, Biella, Monza, Milano, Bergamo, Brescia, Verona, Trento.

Mostre internazionali

Montecarlo, Nizza, Aix en Provence, Madrid, Barcellona, Parigi, Stoccarda, Monaco di Baviera, Berlino, Bruxelles, Lussemburgo, Bruges, Amsterdam, Londra, Dublino, Basilea, Lugano, Reinach, Vienna, Varsavia, Bratislava, San Pietroburgo, Mosca, Malta, Los Angeles, Chicago, Springfied, Worcester, Cambridge, Boston, New York, Pechino, Tokio.

Catalogazione Internazionale

Catalogo dell’Arte Moderna, Editoriale Giorgio Mondadori

2003

trec international Treccani Edizioni di pregio

Pietra Barrasso con Annigoni, Fazzini, Ortega, Sciltian, Treccani.

2013

Il Metaformismo© by Giulia Sillato - Mazzotta Editore

Palazzo del Capitano e Castello Scaligero, Malcesine sul Garda.

2014

Imagine 2014 by Giammarco Puntelli - Editoriale Giorgio Mondadori

Biblioteca Umanistica dell’Incoronata, Milano - Archivio Pria, Biella

Rotta a Nord Est by Giammarco Puntelli - Editoriale Giorgio Mondadori

Pescheria Nuova, Rovigo - Museo d’Arte Moderna “Ugo Carà”, Muggia

Il Metaformismo© by Giulia Sillato - Editoriale Giorgio Mondadori

Chiostro del Bramante, Roma.

Il Metaformismo© by Giulia Sillato - Mazzotta Editore

Casa Museo Ivan Bruschi, Arezzo.

2015

L’Arte e il Tempo© by Giulia Sillato - Editoriale Giorgio Mondadori

Direzione Artistica di Giulia Sillato e Giammarco Puntelli

expo in città 2015, Palazzo dei Giureconsulti, Milano.

2017

Il Metaformismo© by Giulia Sillato - Fondazione Giulia Sillato

Rocca Paolina, Perugia.

2018

Il Metaformismo© by Giulia Sillato - Fondazione Giulia Sillato

Casa dei Carraresi, Treviso.

Critici che hanno scritto del maestro

(in ordine alfabetico)

Carlino Marcello

● Faccenda Giovanni

Ferloni Mara

Puntelli Giammarco

Selvaggi Giuseppe

● Sgarbi Vittorio

Sillato Giulia

 

  
 

 

Giammarco Puntelli 

   
 Giammarco Puntelli2 
   
 CATTURARE LA LUCE 
  

Catturare quella luce che è anima del mondo e fonte della nostra energia è da sempre un tema privilegiato dell'arte moderna e contemporanea. 

Se l'arte ha la capacità di influenzare in nostri stati d'animo , questa ricerca è uno dei sentieri sui quali molti artisti hanno camminato e altri si preparano a farlo.

Le cascate e le contaminazioni di luce di Pietra Barrasso  meritano attenzione sia per originalità sia per esecuzione.

L'artista arriva al confronto con la luce, uno dei più complicati dell'arte di sempre , dopo una solida esperienza nella pittura, dopo aver affrontato sfide importanti, vincendole.

Vediamole brevemente prima di tornare all'attuale produzione artistica, soffermandoci su due temi risolti con grande abilità e nei quali si vedono i primi semi  delle atmosfere di luce di questo periodo.

In primis il paesaggio, altro approccio tradizionale che l'artista  affronta con il senso della luce nella pennellata e l'attenzione cromatica che ci fa vivere il senso del movimento sulla tela.

Il suo è un paesaggio che, da un approccio tradizionale, apre orizzonti originali a partire da quegli accostamenti di colori e dalla gestione della composizione degli  elementi nei quali  è facile prevedere il futuro verso il complicato  tema della luce nell'arte .

Altro momento della sua storia risolto con capacità è l'approdo al tradizionale  confronto con soggetti  religiosi.  La luminosità della figura che richiama la luce divina  propria delle immagini, presenta realtà di confine fra la dimensione fisica e celeste, vissuta attraverso la ricerca del colore.

Con uno studio coerente  e una sensibilità  personale, raccoglie i frutti di un'ottima semina  nei passati cicli e affronta il tema caro a Turner e Rothko.

E la luce implica il lavoro su due fronti, quello artistico per i colori, quello emozionale nel cambiamento che avviene  nell'osservatore  dopo la scoperta dell'opera d'arte.

L'artista si trova in una piena maturità e  con grande originalità trasporta sulla tela quelle colate di luce, quelle cascate luminose che sono  ponte fra la nostra spiritualità e l'ambiente  che ci circonda  che noi iniziamo a scoprire  davvero quando  lo facciamo interagire  con il "mondo parallelo" che è dentro ciascuno di noi.

Lo vediamo in " Fascio di luce" e in "Stratificazioni di luce"  del 2011 e in "Rosso tramonto" del 2012.

Ecco perché il lavoro di Pietra Barrasso  è una ricerca vera e difficile  negli universi dell'arte contemporanea, perché porta i semi del cambiamento  delle emozioni  elementari delle persone. Solo la vera arte riesce ad assolvere questo compito.

Per i miracoli bisogna pregare, per i cambiamenti bisogna lavorare" ( Tommaso d'Aquino).

 

 

   
   
 

 

Giovanni Faccenda

 
   
 phoca thumb l faccenda 
   
   Fra itinerari memoriali e prospettive vagheggiate 
   
 

«Io non so come mi giudica il Mondo;

a me sembra d'essere un fanciullo che giuoca sulla riva del mare

e si rallegra ogni volta che trova un ciottolo più liscio degli altri

o una conchiglia più bella, mentre il grande oceano della verità

resta dinanzi a lui inesplorato.»

Isaac Newton

 
   
 

Le ardenti sollecitazioni emotive che indovini abitare nelle viscere più profonde del lavoro di Pietra Barrasso affiorano in superficie come luci spirituali chiamate a rischiarare le tenebre che avvolgono, con sinistro abbraccio, la nostra sempre più inquieta esistenza.

Ebbra di sussulti lirici e di trepidazioni sentimentali, la pittura di quest'artista rigorosa e ispirata raccoglie la suggestiva sfida del «mondo inesplorato»: una geografia ora trasognata ora invisibile ha modo di materializzarsi – giusto il termine, in considerazione delle emblematiche rilevanze di colore rappreso – in una superficie non più realistica ma squisitamente mentale, ove insistono, sovente racchiuse in una scia verticale, sorgenti luminose pervase da un senso di seducente incanto.

Leggeri e trasparenti come stormi di cirri in una giornata di sole, questi ricorrenti chiarori – imperiosi, in un impianto cromatico portato al connubio degli accordi più caldi – sembrano alludere a itinerari memoriali o prospettive vagheggiate, ambiti, comunque, emozionali all'interno dei quali Barrasso trova o ritrova quanto alberga da sempre in se stessa. Dipingere, dunque, diventa per lei una sorta di scavo interiore non del tutto suscitato dalla realtà circostante: è, piuttosto, l'ampia varietà di segrete palpitazioni – tanto feconde in un'anima sensibile come la sua – a spingerla verso idilliaci voli pindarici.

In simili visioni, l'incontro con la natura ha valore e sapore catartico: vi convergono inebrianti fragranze di fiori, romantici tepori crepuscolari, il senso, alto, di una verità che sappiamo da tempo aver perso, e ora la ritroviamo nell'eco struggente che ondeggia, come una melodia arcana, in questi affascinanti dipinti di Barrasso.

La pittura veleggi pure per pelaghi figurativi oppure sfiori prode informali: è il suo stesso spirito a dirci di trepidazioni solo in parte sopite nella pingue manifestazione di cromie accese e, fra loro, ben combinate. Ma osare è anche spingersi oltre gli ordini della tavolozza, cercare gradazioni mescolate a umori essenziali, trovare, infine, ciò che è scintilla remotissima e farne vampa in una rappresentazione colma di indizi personali.

In fondo, ogni opera portata a compimento da Barrasso esibisce una moltitudine di effervescenze e fremiti che sono, rispetto alla sua indole passionale, del tutto speculari. Penseresti, anzi, nelle varie tonalità del giallo – colore irrinunciabile e costante nei diversi motivi – di riconoscere l'occasionale stato d'animo che ha accompagnato l'artista in ognuno dei suoi partecipati impegni, tanto esso è limpido e percepibile oltre la pregiata finitura delle tele. Perché, al solito, Barrasso dipinge ciò che avverte, dentro, e non quanto vede attorno a sé come potrebbe accadere facilmente a tutti. Si nutre di alimenti che sono l'ambrosia di poeti e sognatori, linfa inesauribile per chi ha da dire o da dare qualcosa di importante a chi ancora non ha smesso di ascoltare la voce del cuore e dei sentimenti.

Dovessimo infine sintetizzare le peculiarità più intime del suo lavoro, con una sommarietà alquanto inadeguata al cospetto di un temperamento così opulento e fertile, diremmo che in tutta l'attività di Barrasso resiste un'aura densa di misterioso fascino. Una luce che travalica albe e tramonti, luoghi e spazi, il silenzio che è raccoglimento necessario e la vita, tutta, nelle sue ragioni più ancestrali.

 
    
  
 

 Giulia Sillato

   
 Giulia Sillato 
   
 

Quando vidi le opere di Pietra Barrasso per la prima volta, intuii, senza averne prove scientifiche, che dietro quella certosina e meticolosa piegatura delle malte, mescolate insieme con il colore, vi si celasse non solo una mano svelta e sicura, ma anche una visione artistica completa, un’idea dell’arte che, evidentemente, aveva avuto modo in passato di esercitarsi e infine esprimersi mettendo a frutto antiche conoscenze e abilità.

Avevo la sensazione che quei virgulti continui di colore radiante e plurispatolato, chiamati “raggi di luce”, fossero come l’espressione ultima di un percorso che aveva radici profonde e che era andato sublimandosi progressivamente nella pura concettualità della luce.

Ne ho avuto conferma solo recentemente, quando l’artista ha sottoposto alla mia attenzione, sollecitandone un  giudizio, un olio su tela  eseguito  nei  primi anni  Duemila: una spendida Madonna in trono con angeli degna dei migliori pittori del primo Quattrocento ….. genere di pittura dal quale ella sarebbe trapassata, con il tempo, a un approccio pittorico informale.

Sotto questo informale, pertanto, che si presenta tuttavia con un formalismo plastico-pittorico eccezionale, si sottende una preparazione accademica di primo piano, quella che odora di gessi, carboncini e calchi di statue, quella che educa gli allievi alla storia delle arti visive, quella che lascia passare solo chi ha superato la disciplina dell’apprendimento.

Il passo compiuto da Picasso quando, da primo e celebrato allievo dell’Accademia di Belle Arti di Barcellona, si trasformò, nel giro di un decennio, in un detonatore di corpi e volti umani nello spirito di quella spinta progressista anti-figurativa che Parigi, ai primi del Novecento, seppe imprimere gli artisti in essa convenuti, è lo stesso passo che, magari in un arco di tempo più breve, riescono a compiere gli artisti di oggi …

Non si fa altro che sospettare il dejà vu. Personalmente non credo che si possa parlare di processi già vissuti o di luoghi artistici già visti, perché tutta l’arte del Novecento è sostenuta da numerose quanto differenti genialità, ciascuna delle quali ha un suo autonomo senso per esistere anche in  rapporto a cicli storici che, come è noto, possono ripetersi senza danno per l’originalità delle proposte che vengono semplicemente rinnovate.

Quando un artista come Pietra Barrasso riesce a saper parlare il linguaggio di ieri (rispettando le icone classiche) e il linguaggio di oggi (saltando da una posizione classicistica a una visione nuova, rifondata esclusivamente sulla sola accentazione cromatica), non è un soggetto che insiste su un  percorso, di cui nessuno peraltro ha sinora decretato la fine, ma un polo creativo capace di solcare le onde del tempo.

Gli inquantificabili e imprevedibili processi di trasformazione dal modello accademico alla libera espressione non figurativa sono il tema centrale delle mie ricerche: sono giunta alla conclusione che questo processo non abbia un termine preciso e che possa andare avanti all’infinito, a meno di non porre fine all’esistenza della pittura …

Sull’artista romana posso con certezza asserire che i suoi quadri odierni sono l’esatto corrispettivo della pala d’altare da lei mostratami e queste ne sono le ragioni: la composizione delle varie superfici gioca su effetti radiali che, ottenuti da miscele cromo-materiche frantumate a textures, non ignorano le regole dell’antico comporre.

Sebbene non esista prospettiva in qualità di grafica riproduzione, si impone tuttavia un’idea tradizionale nel distribuire le parti: esse si muovono velocemente ora in senso orizzontale, ora in senso verticale, ora in sensodiagonale, riabilitando così, in qualche modo, la dinamica visiva della pittura futurista italiana.

Le scelte cromatiche rispondono costantemente a un ordine interiore che esige modulate gamme di blu, piuttosto che di rosso o di verde, e negli accorpamenti timbrici il pittore si ingegna a stabilire funzioni e ruoli precisi tra i colori complementari.

Lo spazio diventa quindi un illusione policroma … non è più una rappresentazione, è una proiezione mentale, esattamente come proiettivi sono gli spazi della nostra contemporaneità. 

Nell’arte d’altri tempi la logica dell’inganno visivo si nascondeva tra le pieghe dell’abilità nel riprodurre ciò che non c’era, ma la società moderna, che non ha bisogno di spazi riprodotti, poiché interagisce continuamente con i mezzi multimediali, ricerca altro tipo di inganni, quelli offerti dalla pittura che effonde ovunque colori e sensazioni, colori ed emozioni, colori e luci …

 

 

 
    
 Mara Ferloni 
   
 Mara Ferloni 
 

 

LA LUCE DEL SOLE TRA I COLORI DELL'ANIMA 

Artista poliedrica, attuale ed attenta per una continua ricerca non solo ai cambiamenti dell'arte contemporanea, ma anche a quelli della società in continuo divenire, dopo un valido percorso figurativo con ottimi risultati in Italia e all'estero, nelle opere più recenti, dopo il ciclo della " femminilità", quello sugli "arbusti", per esprimere i contenuti alchemici della sua creatività, affida l'itinerario pittorico alla memoria, alle emozioni e totalmente alla suggestione di una tavolozza caleidoscopica. In una scultura articolata e libera si dipana il colore che elabora e modula con sorprendente luminosità i chiaroscuri. Il segno man mano ha acquistato una dimensione immateriale, seguendo una graduale astrazione, una sintesi nella quale il cromatismo, assoluto protagonista, un insieme disegno e materia,  cattura il ritmo vitale, dando luogo a composizioni dinamiche con strati che si sovrappongono e si fondono con lo spazio, cercando un collegamento tra superficie e colore, tra poesia e tecnica, tra simbolismo inconscio e razionalità.

Le linee, immerse nel magma cromatico, in un intreccio di colori e segni dai quali filtra sempre la luce del sole, si trasformano e danno significato ai tanti splendidi fiori rossi, gialli. bianchi che la natura. ad ogni stagione, ci regala ma che sulle tele di Pietra restano eternamente vivi, fuori dal tempo e in stretto rapporto con la sua interiorità. Infatti il linguaggio di Pietra Barrasso dai toni forti e vibranti, con quel giallo tra le varie sfumature dei colori dell'anima, sempre presente, particolarissimo e personale, non tende all'astrazione in sé, ma ad una concettualità che racchiude oltre ad una profonda espressività. una evidente spiritualità. 

E' una affascinante dialogo tra realtà e sogni che si confondono nello spazio diventato fluido che fissa ed accoglie sensazioni , emozioni, dilatazioni sottili della memoria. velature che sprigionano la misteriosa magia di quella luce che s'infiltra nell'anima di chi sensibile ai valori dello spirito, è teso a godere della bellezza. Le solari armoniose opere di Pietra Barasso mi riportano ad alcuni versi di una poesia di ANTONIO DE MARCO: ......... Luce densa di luce / luce viva di luce/ Luce calda di luce/: miscuglio di raggi di sole! filtrato con gocce di luna! di bianchi cristalli per una sintesi luce/ di luce in ciclo ........... E' la visione....... che mi fa dipingere! che accende e fa vibrare i miei colori anche se cala l'ombra della sera! .. Ia mia tavolozza ..... è sempre d'oro!".